Leonardo DiCaprio Foundation

L’attore hollywoodiano Leonardo DiCaprio nel 1998, dopo il successo avuto con Titanic, decise di fondare la Leonardo DiCaprio Foundation, organizzazione senza scopo di lucro dedicata alla promozione della consapevolezza ambientale. Sebbene la fondazione sia dedicata a tutte le aree dell’ambiente, è concentrato soprattutto sul riscaldamento globale, sostenendo l’energia rinnovabile e preservando la biodiversità della Terra. Nel 1999 si dedica a documentari realizzati in Sud America sulle emergenze della Terra ed apre un sito web dedicato agli animali in via di estinzione e all’ambiente. Nel 2010 ha donato un milione di dollari al WWF per salvare le tigri in estinzione e preservare il loro habitat, e un altro milione ad Haiti in seguito al terremoto. Nel 2013 ha donato 3 milioni per la salvaguardia di 3200 tigri del Nepal.

Nel luglio 2014 organizza a Saint-Tropez una raccolta fondi in cui sia lui che altre celebrità hanno messo all’asta oggetti personali: riesce a raccogliere 25 milioni di dollari utilizzati per la salvaguardia di oceani, foreste, riserve naturali e specie in via di estinzione. Nel luglio 2016, la sua fondazione ha stanziato 15,6 milioni di dollari per aiutare a proteggere la fauna selvatica e i diritti dei nativi americani, insieme alla lotta ai cambiamenti climatici.

Nel 2014 fu nominato Messaggero della Pace dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, mentre nel 2016 fu inserito dalla rivista Time al primo posto tra le 100 persone più influenti del pianeta, nella categoria icona.

The 11th hour

Nel 2007 ha realizzato un documentario chiamato “The 11th hour” (L’undicesima ora), dove parla di come viviamo, come influiamo sugli ecosistemi della terra e cosa possiamo fare per cambiare il nostro corso. Con dialoghi continui di esperti provenienti da tutto il mondo, tra cui l’ex primo ministro sovietico Mikhail Gorbaciov, il famoso scienziato Stephen Hawking, l’ex capo della CIA R. James Woolsey e gli esperti di design sostenibile William McDonough Bruce Mau, ed altri 50 scienziati, pensatori e leader di spicco che discutono le questioni più importanti che riguardano il nostro pianeta e le persone.

Before the flood

Nel 2016 invece ha realizzato un altro documentario chiamato “Before the Flood” (Punto di non ritorno), dove lui stesso fa un viaggio nei cinque continenti e nell’Artico per assistere in prima persona al cambiamento climatico. Fa queste spedizioni con scienziati che scoprono la realtà del cambiamento climatico e incontra i leader politici che lottano contro l’inattività. Scopre anche una campagna di disinformazione orchestrata da potenti interessi speciali che lavorano per confondere l’opinione pubblica sull’urgenza della crescente crisi climatica.

Ice on Fire

Nel 2019 ha realizzato un nuovo documentario chiama “Ice on Fire”. Il tema centrale è ancora una volta il cambiamento climatico, il suo stretto legame con l’inquinamento, in una visione però ottimistica e aperta a potenziali soluzioni. Un documentario che parla di sofferenza del Pianeta ma anche di speranza, focalizzandosi in particolare sullo scioglimento dei ghiacciai.

I luoghi mostrati, che raccontano i tragici effetti già visibili del cambiamento climatico, spaziano dall’Alaska alla Norvegia, fino al Costa Rica. Accanto a queste immagini drammatiche vengono esplorate delle nuove tecnologie sviluppate per aiutare la Terra a risollevarsi, come i sistemi di estrazione di anidride carbonica dall’atmosfera, che consentirebbero di abbassare la temperatura globale, l’utilizzo di carburanti più puliti e alghe dalle speciali proprietà anti-inquinanti.

Leonardo DiCaprio Foundation

The Hollywood actor Leonardo DiCaprio in 1998, after his success with Titanic, decided to found the Leonardo DiCaprio Foundation, a non-profit organization dedicated to promoting environmental awareness. Although the foundation is dedicated to all areas of the environment, it is mainly focused on global warming, supporting renewable energy and preserving the biodiversity of the Earth. In 1999 he dedicated himself to documentaries made in South America on the emergencies of the Earth and opened a website dedicated to endangered animals and the environment. In 2010, he donated $1 million to WWF to save endangered tigers and preserve their habitat, and another $1 million to Haiti following the earthquake. In 2013, it donated 3 million to protect 3200 Nepalese tigers.

In July 2014, he organized a fundraiser in Saint-Tropez in which both he and other celebrities auctioned off personal items: he managed to raise $25 million used to protect oceansforestsnature reserves and endangered species. In July 2016, his foundation allocated $15.6 million to help protect wildlife and the rights of Native Americans, along with the fight against climate change.

In 2014 he was appointed Messenger of Peace by United Nations Secretary General Ban Ki-moon, while in 2016 he was placed by Time magazine in first place among the 100 most influential people on the planet, in the iconic category.

The 11th hour

In 2007 he made a documentary film called “The 11th hour”. The film explores how we’ve arrived at this moment – how we live, how we impact the earth’s ecosystems, and what we can do to change our course.  Featuring ongoing dialogues of experts from all over the world, including former Soviet Prime Minister Mikhail Gorbachev, renowned scientist Stephen Hawking, former head of the CIA R. James Woolsey and sustainable design experts William McDonough and Bruce Mau in addition to over 50 leading scientists, thinkers and leaders who discuss the most important issues that face our planet and people.

Before the flood

In 2016 he made another documentary film called “Before the flood”. It features Leonardo DiCaprio on a journey as a United Nations Messenger of Peace, traveling to five continents and the Arctic to witness climate change first-hand. He goes on expeditions with scientists uncovering the reality of climate change and meets with political leaders fighting against inaction. He also discovers a calculated disinformation campaign orchestrated by powerful special interests working to confuse the public about the urgency of the growing climate crisis.

Ice on Fire

In 2019 he made a new documentary film called “Ice on Fire”. The central theme is once again climate change, its close link with pollution, but in an optimistic vision and open to potential solutions. It is a documentary that talks about the suffering of the Planet but also about hope, focusing in particular on the melting of the glaciers.

The places shown, which tell the tragic and already visible effects of climate change, range from Alaska to Norway and Costa Rica. Alongside these dramatic images, new technologies developed to help the Earth recover are explored, such as carbon dioxide extraction systems from the atmosphere, which would lower global temperature, the use of cleaner fuels and algae with special anti-pollution properties.

Porta Alchemica

La Porta Alchemica, detta anche Porta Magica o Porta Ermetica o Porta dei Cieli, è un monumento edificato tra il 1655 e il 1680 da Massimiliano Savelli Palombara, marchese di Pietraforte (1614-1685) nella sua residenza, villa Palombara, sita nella campagna orientale di Roma sul colle Esquilino nella posizione quasi corrispondente all’odierna Piazza Vittorio, dove oggi è stata collocata.

La Porta Alchemica è l’unica sopravvissuta delle cinque porte di villa Palombara. Sull’arco della porta perduta sul lato opposto vi era un’iscrizione che permette di datarla al 1680; vi erano poi altre quattro iscrizioni perdute sui muri della palazzina all’interno della villa.

La Leggenda

Secondo la leggenda, trasmessaci nel 1802 dall’erudito Francesco Girolamo Cancellieri, un pellegrino chiamato stibeum (dal nome latino dell’antimonio) fu ospitato nella villa per una notte. Costui, identificabile con l’alchimista Francesco Giuseppe Borri, trascorse quella notte nei giardini della villa alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre l’oro. Il mattino seguente fu visto scomparire per sempre attraverso la porta, ma lasciò dietro di sè alcune pagliuzze d’oro, frutto di una riuscita trasmutazione alchemica, e una misteriosa carta piena di enigmi e simboli magici che doveva contenere il segreto della pietra filosofale.

Il marchese cercò inutilmente di decifrare il contenuto del manoscritto con tutti i suoi simboli ed enigmi, finché decise di renderlo pubblico facendolo incidere sulle cinque porte di villa Palombara e sui muri della magione, nella speranza che un giorno qualcuno sarebbe riuscito a comprenderli. Forse l’enigmatica carta potrebbe riferirsi, per concordanze storiche e geografiche, attraverso il passaggio di mano fra alcuni appartenenti al circolo alchemico di villa Palombara, al misterioso manoscritto Voynich, che faceva parte della collezione di testi alchemici appartenuti al re Rodolfo II di Boemia e donati da Cristina di Svezia al suo libraio Isaac Vossius, finiti nelle mani dell’erudito Athanasius Kircher, uno degli insegnanti del Borri nella scuola gesuitica.

Nottingham

Tutti i viaggi che ho fatto nella mia vita sono stati in compagnia di qualcuno, solitamente di mia madre, poi una delle mie migliori amiche ha avuto la brillante idea di andare a studiare all’estero, per la precisione a Nottingham. Che fai non la vai a trovare? E così, decisi di partire da sola. Preso il mio mitico zaino azzurro (inguardabile), che mi accompagna in tutte le mie avventure, preparai la mia valigia, purtroppo non quella rosa da fashion blogger in quanto troppo grande, ma quella micro valigia blu brutta e graffiata. Grazie Ryanair per le vostre misure improponibili.

Purtroppo non c’erano voli Roma – Nottingham per quel periodo, così optai per il viaggio della speranza. Sveglia alle 4 del mattino, aereo alle 6 da Ciampino (si mi stavo per perdere in quel buco) in teoria perché in pratica ha fatto un’ora di ritardo, arrivo a Londra alle 9, per poi prendere un pullman verso Nottingham. Quattro ore per fare Londra – Nottingham, in quanto ci siamo girati tutto il Regno Unito.

La cosa bella di viaggiare da soli, è che ti devi arrangiare. Non hai nessuno a cui chiedere ”ti sei ricordato di prendere il panino?” e se non te lo sei ricordato tu, o muori di fame, o ti fai passare la paura di parlare con le persone e te lo vai a comprare. Io ovviamente il panino non me lo ero scordato, come potrei scordarmi il cibo, ma avevo finito l’acqua e dovevo comprarla. Approfittai della pausa di 15 minuti dell’autista per andarla a comprare e usai tutte le mie doti linguistiche per capire dove fosse il bagno, dove fosse il bar e soprattutto dove fosse il pullman con la mia roba dentro. (Mi ero persa pure quello) Sono stata costretta a fare amicizia con una ragazza dopo averle chiesto queste informazioni, e alla fine si è rivelata una piacevole chiacchierata. Non potevo contare sul fatto che qualcun’altro parlasse con lei per conto mio. Dovevo sconfiggere le mie paure e farlo.

Una volta superate le mie paure irrazionali, e dopo 4 interminabili ore, arrivai a destinazione. Chi c’era ad aspettarmi? Elisa ed un Uber.

sorridevo, ma stavo morendo di freddo

A livello culturale non c’è molto da vedere a Nottingham, ma se hai una malattia per le case, e per i tetti delle case come me, allora è il posto giusto.

Ovviamente è inutile dirvi che lì i mezzi di trasporto sono tutta un’altra storia. Per cominciare, passano veramente!!! La gente paga davvero il biglietto, ed è rarissimo che facciano ritardo. Grazie a questi, ci siamo mosse per tutta la città e uno dei primi luoghi dove la Belva mi ha portata è stata la sua università. Rimasi a bocca aperta, perché era qualcosa di spettacolare. Ovviamente piena di ragazzi italiani, scappati da questo paese. La cosa che mi lasciò più stupita fu la biblioteca. Era immensa, piena di computer, libri, bar e sale dove poter studiare. Nulla di anormale per loro, qualcosa di pazzesco per me.

io e la belva felici nel giardino dell’università

Ovviamente lì ho conosciuto gli amici di Elisa, persone adorabili, che mi hanno fatta sentire subito a mio agio. Siamo uscite con loro la sera, e ovviamente con temperature sotto i 2 gradi ti copri per bene no? NO. Nemmeno d’estate ho visto gente con così pochi vestiti addosso. Per loro quei 2 gradi erano come 25 qui a Roma, in quanto giravano con la mini gonna, e un top. O con dei pantaloni e una camicia (nel caso dei ragazzi). Inutile dire che mi è salita la febbre solo a guardarli. Ragazzi copritevi che dopo ne risentirete. Mi hanno portata a cena fuori (sono ancora viva, non mi sono sentita male, è tutto appostoo) e a bere.

Ci sarebbero tantissime cose che potrei raccontarvi di questi 7 giorni con la Belva nella sua nuova città, ma che vi importa in fin dei conti? Quindi colgo l’occasione per ringraziare una delle persone più importanti della mia vita.

Eli, grazie per tutto ciò che hai fatto in questi lunghi anni di amicizia nei miei confronti. ormai sono quasi 11 anni che ci conosciamo, e non ricordo evento, o stupidaggine o fase della mia vita dove tu non eri presente. Ricordo ogni sorriso, ogni risata, ogni pianto fatto insieme. Ricordo i segreti, le bugie, e le litigate. Ma soprattutto ricordo le avventure fatte insieme, ricordo le volte che ci siamo sostenute.
A te non servono tante parole, perché sai già che le ho spese tutte.
Sai già che sono fiera di tutti gli sforzi che stai facendo per raggiungere il tuo obiettivo, sai che ti voglio bene, e sai che ci sarò sempre.
Grazie per tutti i ricordi indelebili.

ALICE

Salve a tutti, mi chiamo Alice, ho 21 anni (ancora per poco, oddio come si invecchia in fretta) e sono una studentessa (a titolo informativo in quanto non studio, sono intelligente ma non mi applico) di mediazione linguistica, e faccio questo blog perché vorrei laurearmi.
Tornando seri, (anche se ciò che avete appena letto è vero, lo scopo principale è questo) in questo blog spero di non farvi annoiare mai, piangere ogni tanto o farvi venire fame sì, ma annoiare M A I.
Parlerò di libri, musica, film, cibo e amici.
Leggere è la mia passione più grande insieme ai film, quando leggo entro in un mondo tutto mio, dove ci sono solo io e i personaggi che mi sono creata in testa.
La musica è la mia compagna di vita da 21 anni, e diciamo che rende la vita migliore.
Il cibo è l’amore della mia vita, la vita è troppo breve per non mangiare e per stare a dieta, e quindi vi trascinerò con me in ogni luogo nel quale andrò a mangiare.
Gli amici.. beh gli amici possono salvarti la vita. I miei amici sono unici, matti e speciali. Sono di quel tipo che appena gli dici ”non t’aregge” sono già partiti a fare la cavolata per la quale l’avevi sfidati.
Spero di non farvi annoiare, e spero che possiate rispecchiarvi in ciò che scriverò.
Alla prossima amiciii,
Alice.

Normale serata al sushi.
Siamo tornati a casa rotolando

Qui di seguito, gli amori della mia vita